venerdì 18 novembre 2011

Ingoiare il rospo

Mi e' sempre piaciuta l'espressione non tutte le ciambelle escono col buco. Sara' che mi piacciono le ciambelle. Spinto da un commento che mi e' stato lasciato oggi, scrivero' questo post sulla ciambella che non e' uscita col buco, un'incredibile ed innovativa metafora per dire due delle quattro universita' a cui ho fatto richiesta di ammissione mi hanno respinto, e le altre due sono in procinto di farlo.

It's a warm summer evening circa 600 BC... ah no, la mia storia non inizia cosi'. E' un fresco pomeriggio di circa meta' Maggio 2010. Sono ancora abbastanza gasato per la mia promozione a capo progetto, e sto passando le ultime due settimane a Darlington prima di trasferirmi a Nottingham. Mi guardo indietro, e vedo che negli ultimi 5 o 6 anni circa sono riuscito a fare tutto quello che mi era venuto in mente di fare. Mi capita sotto mano una brochure di un MBA alla LBS. Le parole sono accattivanti, le immagini colorate ed i personaggi sorridenti: ci vuole poco a catturare la mia attenzione. Non avevo mai pensato ad un MBA, ma in quel momento penso che l'idea non sia affatto male. Inizio a cercare informazioni in rete, e dopo un po' di giorni trovo tutto il materiale possibile immaginabile. Scopro che, oltre alla LBS, ci sono altre universita' davvero carucce oltre oceano, e penso: "e se lo facessi pure io questo MBA? Sarebbe una bella occasione per trasferirmi in US".

Inizia cosi' il solito iter: pianificazione e comunicazione. La pianificazione e' subito ardua: purtroppo non ci si puo' preparare per le richieste in un paio di mesi, ma secondo i vari pundit sui forum pare ci voglia almeno un anno. Mi faccio tutto lo schemino, e mi preparo per essere pronto ad Ottobre 2011, esattamente un anno e mezzo circa di preparazione. Avrei dovuto pensare subito che era un progetto troppo a lungo termine, e la mia storia recente dice che i progetti a lungo termine non vanno mai a buon fine. Eppure, cocciuto e ambizioso, me ne frego e provo lo stesso. La comunicazione e' il mio solito difetto: tutti i miei problemi diventano i problemi del mondo. Inizio quindi a parlare dei miei piani con tutti (e dico tutti) i miei amici, rompendo i coglioni a chiunque passi a fianco con la mia storia, nella speranza che possa ricavare piu' informazioni per risolvere il mio problema.

Il tempo passa: la preparazione per il GMAT e' interrotta prima da una crisi nervosa e poi da un viaggio in India. Arrivo alla fine con un voto al di sotto delle mie aspettative, ma dentro il range dell'80% degli ammessi alle universita' top5. Altro errore: mi accontento del voto, e non lo riprovo, credendo che comunque la mia storia personale sia cosi' forte da compensare il voto. Il TOEFL e' una formalita', ed arrivo alla preparazione degli essay. Vado a pagare $200/h una tipa che sta dall'altra parte dell'oceano per correggermi gli esssay, e forse mi sono lasciato un po' andare con le spese li'. Poi ci sono le lettere di raccomandazione, di cui ho scritto la traccia ma non ho potuto verificare esattamente.

Morale della favola: arriva Novembre, e due universita' (le piu' facili della mia personalissima top4) mi segano, lasciando poche speranze per le altre due. Dove ho sbagliato? GMAT troppo basso? Essay non al meglio? Lettere di raccomandazione troppo elusive? Puo' essere, ma stasera ho realizzato che forse il problema e' un altro. Non sono gli essay, non sono le lettere di raccomandazione: il problema sono io e la mia esperienza. Fino ad oggi ho sempre creduto di aver fatto delle cose brillanti, sia in termini accademici sia in termini lavorativi. Ero un po' dell'idea che, alla fine, provando una o due volte al massimo, il risultato lo ottenevo - questo mi dava un'idea che potessi arrivare ovunque volessi, bastava un po' di impegno. L'ammissione all'MBA mi ha invece fatto scontrare per la prima volta contro qualcosa piu' grande di me: io, per la commissione di ammissione, ho fatto meno del 10% dei migliori partecipanti. Ho fatto meno nella vita, in generale, e questo mi costa una sedia alla Booth o alla Columbia (le sedie a Stanford e al MIT son gia' traballanti..).

E cosi' stasera sono qua che ingoio il rospo. La velocita' con cui le universita' mi hanno risposto mi ha fatto pensare a quegli atleti che si preparano per i 100mt alle Olimpiadi. Mesi e anni di preparazione, per un momento che dura 10 secondi o poco piu'. Oltre all'oro, all'argento ed al bronzo, ci sono almeno altre 4 o 5 persone che hanno partecipato e che hanno perso. La sensazione e' amara - hai lavorato tanto, e non hai raccolto nulla. Ripenso: "E' stato davvero tutto tempo sprecato?". Avrei potuto uscire piu' spesso, avere una vita sociale piu' attiva, piuttosto che passare nottate a studiare. e a scrivere essay. Magari avrei avuto quella mini crisi nervosa ad Agosto, magari mi sarei concentrato di piu' sul lavoro.

O magari no. Magari era proprio quello che mi ci voleva. Di positivo c'e' che ho riniziato a scrivere sul blog.

Continuo domani.

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