giovedì 23 giugno 2016

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E chi sono io per non contribuire ai mille post sul Brexit che riempiono le prime pagine dei giornali e le bacheche di Facebook?

Questa mattina, intorno alle 8 e mezza, mi sono recato a votare sulla permanenza o meno del Regno Unito all'interno dell'Unione Europea. Ho votato Remain, dopo le seguenti considerazioni.

Iniziamo da come e' nato questo referendum. Nel 2013, David Cameron (leader del partito conservatore britannico), promette un referendum sull'Unione Europea in caso vittoria alle prossime elezioni. In quel periodo i conservatori stavano perdendo voti e parlamentari a favore dello UKIP, un piccolo partito populista che faceva forza su temi come immigrazione, nazionalismo e sentimenti anti-europei. Cameron decise cosi' di arginare questa emorragia proponendo il referendum, credendo di dare un contentino agli euro-scettici del suo elettorato e confidando che la maggioranza del popolo avesse comunque con spirito europeista. Una scommessa molto azzardata sul futuro del paese a fronte di una piccola vittoria all'interno del partito. Cameron vince le elezioni, e deve fissare una data per il referendum.

La campagna referendaria e' una campagna basata tra le bugie di chi vuole l'UK fuori dall'UE e le previsioni nefaste di chi vuole che rimanga dentro. Da una parte lo UKIP e vari parlamentari conservatori che sparano stronzate su quanto l'UK contribuisce all'Unione, dall'altra economisti, istituzioni, labouristi, e conservatori tra cui Cameron stesso che dicono quanto male farebbe l'uscita dall'UE all'economia britannica. Una campagna becera, con insulti a sfondo razzista ad Europei e immigrati in genere, culminata con l'uccisione di una parlametare labourista da parte di uno squilibrato. Come per Cameron, abbiamo gente come Johnson, Gove e Farage che gioca col futuro di 60 milioni di persone solo per una sedia da primo minstro.

Tutto questo ha portato alla concezione del referendum come uno scontro tra l'elite della popolazione, che vede nell'Unione un modo per accrescere le proprie ricchezze, e la gente comune colpita dalla crisi, che vorrebbe dazi e confini per migliorare il proprio stato sociale. Insomma, una guerra di classe che c'entra ben poco con l'Unione Europea e le ragioni per stare o rimanere all'interno dell'Unione.

Scelgo di rimanere per le seguenti ragioni:
  • Personali: ho una casa nel centro di Londra, siamo nel mezzo di una bolla speculativa immobiliare, e ci sono alte probabilita' che la bolla scoppi se l'UK esce dall'Unione.
  • Ideologiche: credo in un'Europa ed in un mondo senza confini - senza sembrare John Lennon, mi sta veramente sulle palle dover fare visti per andare a lavorare in paesi fuori dall'UE.
  • Economiche: la riduzione di barriere e dazi non puo' che aiutare l'espansione dell'economia di un dato paese. Prendete un qualsiasi libro di macroeconomia e leggetevelo, bene.
  • Storiche: l'Inghilterra ha fatto la storia Europea esattamente come ogni altro stato Europeo, e condividiamo valori e principi col continente.

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