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domenica 17 luglio 2016

MBA finito, considerazioni sul cambio di carriera

Dove sono?
Finalmente sono arrivato alla fine del mio Executive MBA, hurrah! Giovedi' e' stata una giornata di celebrazioni. prima alla Royal Festival Hall per il Congregation, poi il party all'universita', poi cena tra me e Ida. Sono stra soddisfatto di questa esperienza, e consiglio questo MBA a tutti.

Salto la parte del networking che oramai la conoscono pure i muri: si va ad un MBA per espandere la propria rete di conoscenze, ed il network ad LBS e' sicuramente eccellente.

Vorrei invece soffermarmi su un punto meno discusso, ovvero acquisire nuove conoscenze. A parte i corsi generali in amministrazione aziendale, molto utili e ben fatti, ho avuto l'opportunita' di seguire tantissimi corsi in finanza. Questa opportunita' non e' banale, dato che e' praticamente impossibile per una persona come me - che non ha esperienza in finanza - entrare in un Master in Finance o seguire dei corsi di alta specializzazione finanziaria.

Uno dei motivi per cui io, e molti dei miei compagni, ci siamo iscritti all'MBA e' proprio quello di un cambio di carriera: chi da finanza vuole entrare in marketing, chi da IT vuole imparare di piu' finanza ecc. LBS mette a disposizione una marea di corsi sia in marketing che in finanza, e quindi mi viene naturale consigliare a tutti quelli che vogliono spostarsi da un ramo all'altro di considerare un master alla LBS.

Prima di chiudere, voglio ringraziare Ida, che mi ha supportato e sopportato in questi due anni di studio, ed ai miei genitori che mi hanno sempre sostenuto. Non sono sicuro che ce l'avrei fatta senza l'aiuto di tutti loro.

Alla prossima avventura.. ad Hong Kong!

mercoledì 6 maggio 2015

Aggiornamento sull MBA

Sono passati circa 3 mesi e mezzo da quando ho iniziato l'EMBA alla LBS, faro' un piccolo resoconto a punti delle sensazioni di questo trimestre appena finito.
  • Complicato. Le materie e gli argomenti trattati sono molto piu' complicati di quello che mi aspettassi all'inizio del corso. Nella mia vita passata da universitario, ho sempre trattato temi analitici; le materie trattate fin'ora son piuttosto generalistiche, non ci sono formule per risolvere l'esame. Questo mi ha spiazzato, non poco, ma e' stato anche parecchio stimolante. Il fatto che non c'e' sempre una risposta giusta o sbagliata mi aiuta ad essere un po' piu' creativo del solito negli esercizi, e questo mi fa solo bene.
  • Faticoso. Lavorare di giorno e studiare la sera e' faticoso. Stare dietro a tutti gli assigment, essays, esercizi di gruppo dopo una giornata di lavoro e' qualcosa che avevo sottostimato profondamente. Molte volte torno a casa, e l'ultima cosa che vorrei e' aprire un libro; poi ti ricordi quanto hai pagato per l'ultima rata, e la voglia te la fai venire. All'inizio contavo ad uscire con merit, come avevo fatto nelle lauree prima. Ora mi accontento di passare gli esami, non posso permettermi di fare di piu'.
  • Interessante. Le materie sono interessanti, e i compagni di corso sono interessanti. E' un ambiente molto competitivo, dove si concentrano una 70ina di individui molto orientati alla carriera e disposti a pagare una buona fetta dei loro risparmi per migliorare le prospettive di lavoro. Sono circondato da executives, vice presidents, top managers e altri, che hanno molto spesso molta piu' esperienza di me in ambito lavorativo. C'e' solo da imparare.
  • Effettivo. Ho solo finito un trimestre, eppure mi sento gia' molto piu' a mio agio a trattare certi argomenti e gestire alcune situazioni a lavoro, meglio di quanto ero prima. Mi e' piaciuto un corso in particolare, in cui ognuno ha analizzato i propri lati positivi e negativi nel modo in cui approcciare colleghi, capi e clienti, e ha dato parecchi spunti su come migliorare. Mi conforta mettere in pratica le cose che studio subito a lavoro.
  • Positivo. E' bello essere tornati all'universita'! Un po' mi fa sentire di essere tornato indietro nel tempo, un po' e' una nuova sfida, un po' mi fa conoscere un nuovo ambiente.
So far so good. Raccomando questo MBA a tutti quelli che vogliono cimentarsi in nuove sfide, e spero di poterlo ancora dire tra un po' di mesi o di anni.

giovedì 22 gennaio 2015

MBA alla London Business School

Esattamente 4 anni dopo aver pianificato il mio ritorno all'universita' ed aver fallito miseramente, sono riuscito ad entrare nel corso EMBA della London Business School, LBS per gli amici.

L'ammissione e' stata lunga ed estenuante. Dopo aver presentato tutte le carte richieste - GMAT, referenze, essay - a meta' Settembre ho sostenuto un colloquio faccia a faccia con un membro della commissione di ammissione. Sono stato quindi messo in una sorta di waiting list fino a Gennaio, quando e' arrivata la felice notizia dell'ammissione. Ho detto una sorta di waiting list perche', secondo la LBS, non ero in una waiting list: semplicemente non avevano candidati con cui paragonare la mia esperienza accademica e lavorativa, quindi hanno posticipato la decisione sulla mia ammissione fino all'ultimo. Non sono pienamente convinto delle ragioni che mi hanno comunicato, ma ora come ora mi interessa molto poco. Sono dentro, e ci usciro' laureato nel 2016.

Questa settimana e' settimana di orientamento, che significa corsi a palla dalle 8 del mattino alle 10 di sera. Pur essendo solo Mercoledi', sono abbastanza distrutto, raccontero' di piu' nel weekend dopo una lunga dormita!


lunedì 21 novembre 2011

Ingoiare il rospo - parte seconda

Non che ce ne fosse davvero bisogno di una parte seconda, una sorta di reiterazione dei deliri di Venerdi' scorso. Non mi ricordo cosa ho gia' detto, se non che ero incazzato, che bla bla bla, che fanculo, che bla bla bla. La solita marea di cazzate che mi viene in mente quando qualcosa non mi riesce. Pero' alla fine mi ero promesso di continuare a scrivere, ed eccomi qua.

La questione aperta e' il dove ho sbagliato. Dopo una gita fuori porta a Coventry (orribile) ed a Stratford-upon-avon (caruccia ma un buco), ed una corsetta nella nebbia che da due giorni avvolge Nottingham, ho improvvisamente realizzato che nel passato le cosa non mi son andate mai bene la prima volta. E spesso neanche la seconda. Ci son volute tre, quattro, cinque tentativi prima di colpire il bersaglio. E' capitato all'uni con alcuni esami, e' capitato quando me ne son andato ad Edinburgh, e' capitato quando cercavo lavoro, e' capitato quando cercavo di cambiare lavoro.. insomma, e' capitato sempre. Era un po' naive credere che con gli mba non capitasse? Decisamente.

Quindi, la parola d'ordine e' perseveranza. Forte della mini esperienza fin'ora fatta, mi rimettero' a studiare per il GMAT, migliorero' il mio curriculum con altri lavori e ci riprovero' il prossimo anno o tra due. E nel frattempo, vado ad ammazzare le solite 20 persone a partita su MW3 :)


sabato 19 novembre 2011

Ingoiare il rospo

Mi e' sempre piaciuta l'espressione non tutte le ciambelle escono col buco. Sara' che mi piacciono le ciambelle. Spinto da un commento che mi e' stato lasciato oggi, scrivero' questo post sulla ciambella che non e' uscita col buco, un'incredibile ed innovativa metafora per dire due delle quattro universita' a cui ho fatto richiesta di ammissione mi hanno respinto, e le altre due sono in procinto di farlo.

It's a warm summer evening circa 600 BC... ah no, la mia storia non inizia cosi'. E' un fresco pomeriggio di circa meta' Maggio 2010. Sono ancora abbastanza gasato per la mia promozione a capo progetto, e sto passando le ultime due settimane a Darlington prima di trasferirmi a Nottingham. Mi guardo indietro, e vedo che negli ultimi 5 o 6 anni circa sono riuscito a fare tutto quello che mi era venuto in mente di fare. Mi capita sotto mano una brochure di un MBA alla LBS. Le parole sono accattivanti, le immagini colorate ed i personaggi sorridenti: ci vuole poco a catturare la mia attenzione. Non avevo mai pensato ad un MBA, ma in quel momento penso che l'idea non sia affatto male. Inizio a cercare informazioni in rete, e dopo un po' di giorni trovo tutto il materiale possibile immaginabile. Scopro che, oltre alla LBS, ci sono altre universita' davvero carucce oltre oceano, e penso: "e se lo facessi pure io questo MBA? Sarebbe una bella occasione per trasferirmi in US".

Inizia cosi' il solito iter: pianificazione e comunicazione. La pianificazione e' subito ardua: purtroppo non ci si puo' preparare per le richieste in un paio di mesi, ma secondo i vari pundit sui forum pare ci voglia almeno un anno. Mi faccio tutto lo schemino, e mi preparo per essere pronto ad Ottobre 2011, esattamente un anno e mezzo circa di preparazione. Avrei dovuto pensare subito che era un progetto troppo a lungo termine, e la mia storia recente dice che i progetti a lungo termine non vanno mai a buon fine. Eppure, cocciuto e ambizioso, me ne frego e provo lo stesso. La comunicazione e' il mio solito difetto: tutti i miei problemi diventano i problemi del mondo. Inizio quindi a parlare dei miei piani con tutti (e dico tutti) i miei amici, rompendo i coglioni a chiunque passi a fianco con la mia storia, nella speranza che possa ricavare piu' informazioni per risolvere il mio problema.

Il tempo passa: la preparazione per il GMAT e' interrotta prima da una crisi nervosa e poi da un viaggio in India. Arrivo alla fine con un voto al di sotto delle mie aspettative, ma dentro il range dell'80% degli ammessi alle universita' top5. Altro errore: mi accontento del voto, e non lo riprovo, credendo che comunque la mia storia personale sia cosi' forte da compensare il voto. Il TOEFL e' una formalita', ed arrivo alla preparazione degli essay. Vado a pagare $200/h una tipa che sta dall'altra parte dell'oceano per correggermi gli esssay, e forse mi sono lasciato un po' andare con le spese li'. Poi ci sono le lettere di raccomandazione, di cui ho scritto la traccia ma non ho potuto verificare esattamente.

Morale della favola: arriva Novembre, e due universita' (le piu' facili della mia personalissima top4) mi segano, lasciando poche speranze per le altre due. Dove ho sbagliato? GMAT troppo basso? Essay non al meglio? Lettere di raccomandazione troppo elusive? Puo' essere, ma stasera ho realizzato che forse il problema e' un altro. Non sono gli essay, non sono le lettere di raccomandazione: il problema sono io e la mia esperienza. Fino ad oggi ho sempre creduto di aver fatto delle cose brillanti, sia in termini accademici sia in termini lavorativi. Ero un po' dell'idea che, alla fine, provando una o due volte al massimo, il risultato lo ottenevo - questo mi dava un'idea che potessi arrivare ovunque volessi, bastava un po' di impegno. L'ammissione all'MBA mi ha invece fatto scontrare per la prima volta contro qualcosa piu' grande di me: io, per la commissione di ammissione, ho fatto meno del 10% dei migliori partecipanti. Ho fatto meno nella vita, in generale, e questo mi costa una sedia alla Booth o alla Columbia (le sedie a Stanford e al MIT son gia' traballanti..).

E cosi' stasera sono qua che ingoio il rospo. La velocita' con cui le universita' mi hanno risposto mi ha fatto pensare a quegli atleti che si preparano per i 100mt alle Olimpiadi. Mesi e anni di preparazione, per un momento che dura 10 secondi o poco piu'. Oltre all'oro, all'argento ed al bronzo, ci sono almeno altre 4 o 5 persone che hanno partecipato e che hanno perso. La sensazione e' amara - hai lavorato tanto, e non hai raccolto nulla. Ripenso: "E' stato davvero tutto tempo sprecato?". Avrei potuto uscire piu' spesso, avere una vita sociale piu' attiva, piuttosto che passare nottate a studiare. e a scrivere essay. Magari avrei avuto quella mini crisi nervosa ad Agosto, magari mi sarei concentrato di piu' sul lavoro.

O magari no. Magari era proprio quello che mi ci voleva. Di positivo c'e' che ho riniziato a scrivere sul blog.

Continuo domani.

domenica 3 aprile 2011

Debriefing sul TOEFL

Ieri ho dato il TOEFL alla Oxford School of English

Velocemente, un'idea su cosa sia il toefl. Il toefl e' un esame che valuta la conoscenza della lingua inglese. L'esame consiste in 4 sezioni: lettura, ascolto, parlato, scritto. Nella lettura, il candidato deve leggere alcuni testi e rispondere a delle domande su quello che ha appena letto; nell'ascolto si risponde ad alcune domande su dei brevi monologhi; nel parlato si risponde (oralmente!) alle domande proposte; nello scritto si fanno due temini da circa 300 parole l'uno. Il voto e' in 120esimi, io per varie ragioni devo prendere un minimo di 109.

Ho studiato abbastanza poco per sto esame. Avro' fatto si' e no 15 ore di studio, e due prove d'esame a casa, tanto per capire quello che mi sarebbe aspettato. Forse avrei potuto fare un po' di piu' a casa, ma non credo mi sarebbe servito piu' di tanto.

Il problema principale dell'esame e' che viene sostenuto da piu' persone in un'unica stanza. Come ho detto prima, c'e' una sezione orale, in cui il candidato deve produrre oralmente la risposta: questo significa che, durante l'esame, c'e' gente che parla, a voce alta. Io l'ho trovato molto fastidioso: sentire il proprio vicino d'esame che parla abbassa moltissimo la concentrazione, fino al punto che stavo piu' a sentire cosa diceva lui che non a fare il mio esame. In piu', durante l'esame viene chiesta di fare la prova microfono diverse volte: spesso si sente gente parlare durante l'esame anche quando non si e' tutti nella sezione di orale.

Non era complicatissimo comunque, ma piu' complicato di quello che pensassi. Tra due settimane mi danno i risultati; spero davvero nel 109, altrimenti devo ridarlo.

giovedì 31 marzo 2011

Serata a Londra con la Chicago Booth

Breve incursione a Londra stasera, durata non piu' di 5 ore in tutto.

Questa sera la Chicago Booth, una delle 5 universita' americane che ad Ottobre ricervera' la mia domanda d'ammissione, teneva una lezione da un'ora e mezza circa ad alcuni aspiranti studenti. La lezione era rivolta piu' su un modello executive mba che full mba, ma tanto bastava per trarne qualche spunto su come possa essere una lezione vera e propria. Io son stato invitato a partecipare, ho partecipato, e qui son le mie considerazioni.

Iniziamo dal contorno. Ho avuto modo di parlare con altre persone invitate: sara' per caso, ma ho solo beccato americani. Gli interventi fatti dopo la lezione erano solo da gente americana. L'insegnante era americano, il presentatore americano, e la tipa seduta a fianco a me che starnazza al cellulare mentre aspetto il treno e' americana. Mi aspettavo inglesi, francesi, spagnoli (per il vero, ho sentito due tipe che parlavano spagnolo), invece solo americani. Ovviamente non ho nulla contro gli americani, ma mi son chiesto perche' gli europei non trovino interessante questo tipo di opportunita',

La lezione non era malvagia, tutt'altro. L'argomento e' quello da far cascar le palle se mal spiegato (company governance), invece l'insegnante e' riuscita a tenermi sveglio per un'intera ora e mezza. Sara' l'accento americano che e' veramente buffo, sara' che urlava come una pazza, sara' che ero in prima fila, e sara' pure che e' proprio brava a spiegare, credo di aver capito l'argomento e la ricerca che ha presentato. Non ha coinvolto molto la platea - non ha smesso di parlare per un minuto - eppure aveva un buon piglio.

Di tutto l'incontro c'e' una cosa che non soffro, il prima e il dopo. Prima della lezione ci hanno radunati tutti in un salone, con l'intento (non formalizzato) di interagire (conoscersi, scambiarsi opinioni, biglietti da visita ecc). Ecco, io sta cosa non la sopporto. Non sopporto che mentre son li' a bermi il succo di frutta e guardarmi le news in santa pace debbano arrivare sti americani a far conoscenza. Non sono una persona sociale, non credo nel networking come strumento per migliorare la propria posizione lavorativa, non me ne frega un cazzo che sei andato via dall'oregon per spostarti a londra (cioe', ti credo poi, che diavolo c'e' da fare nell'oregon? o ti ammazzi o vai via). Eppure se te ne stai da solo sembra che attiri la gente, e se non la attiri vengono quelli che hanno organizzato l'evento ad introdurti ad altri gruppi. Che palle. Son venuto per sentirmi la lezione, non per conoscere nuovi amichetti. Mi ricordo la stessa cosa e' successa il primo giorno all'AO quando ci hanno barricato dentro un'hotel per due settimane. A me non fregava un cazzo di conoscere nessuno, eppure tutti volevano che conoscessi tutti.

Nota sulla location. La lezione si e' tenuta al campus britannico della Chicago Booth: centro di Londra, palazzo stupendo, ampi spazi e cibo a volonta. Insomma, se volevano rimarcare che hanno soldi, be' l'han fatto bene.

lunedì 10 maggio 2010

Perche' fare il gmat

Sono un po' confuso in questo periodo.

Fino a un po' di mesi fa ero abbastanza intenzionato a comprare una casa, ed avevo scritto un post trionfale sulle mie intenzioni. Nel frattempo sono cambiate un po' di cose, in particolare in ambito lavorativo (copriro' questo tema in un altro post nel fine settimana prossimo), e l'idea di comprare la casa e' morta rinviata a tempo indeterminato.

Ma ora c'e' un'idea nuova, che mi interra' impegnato per un po' di mesi, o fin tanto che non verra' rimpiazzata con un'altra idea ancora piu' nuova! L'idea nuova si chiama gmat.

Il gmat e' un esame in lingua inglese che valuta le capacita' analitiche, verbali e matematiche del candidato, alla modica cifra di circa £190. L'esame ha una validita' di 5 anni, e' riconosciuto a livello internazionale e si puo' sostenere un po' ovunque. Il risultato puo' variare da 0 a 800, il risultato medio ad oggi e' 570. Si puo' sostenere quante volte si vuole, ed ogni risultato e' registrato e mantenuto valido entro 5 anni dalla data dell'esame.

Una domanda sorge spontanea: perche' diavolo uno deve fare il gmat? Ci son molti altri modi per passare il tempo... be', la risposta sta nell'acronimo gmat, che suona qualcosa come graduate management admission test. Da un po' di mesi mi frulla in testa l'idea di tornare all'universita', per seguire un master in business academy (aka mba), ed il gmat e' un requisito essenziale per l'ammissione ad uno di questi corsi. I costi sono parecchio proibitivi, ma l'idea di ritornare all'universtita' come studente a tempo pieno mi esalta molto. Sicuramente il fatto di aver seguito il corso di spagnolo all'universita di Teesside quest'anno ha dato un'ulteriore spinta a questa convinzione, cosi' mi son deciso ad iniziare l'iter di amissione. Il gmat e' appunto uno dei requisiti per l'ammissione ad un mba: l'idea e' di ottenere il voto piu' alto possibile, e se poi ci saranno le condizioni, continuare con gli altri step per l'ammissione.

Mi son dato una scadenza, ovvero Dicembre 2010: ho quindi piu' di 6 mesi per preparare questo esame al meglio, con l'obiettivo di prendere un voto maggiore o uguale a 750. Gli studenti ammessi alle migliori universita' hanno in media un voto gmat che va da 730 a scendere: con 750 dovrei essere a posto da questo punto di vista.

D'ora in avanti monopolizzero' il blog con post sul gmat!