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martedì 10 gennaio 2012

Ma quanto e' complicato cambiare la batteria al TomTom

Sono un felice possessore di un TomTom Go 530 XL, comprato 3 anni fa e mai abbandonato. Mi ha accompagnato in tutti i viaggi di qua e di la dell'oceano, aiutandomi a trovare sempre la strada giusta e soprattutto tracciando e memorizzando tutti i percorsi fatti, funzione che permette di tenere una sorta di diario di bordo da esportare su Google Earth una volta tornati a casa.

In uno slancio di sportivita', ultimamente mi son dato alla bicicletta. L'East Midlands offre parecchi percorsi ciclistici, prevalentemente nel famoso (?) Peak District. Il distretto dei picchi e' un parco naturale collinoso, senza picchi, ma con abbastanza grande da coprire un'area di circa 1500 km2, con un groviglio di stradine asfaltate o meno al suo interno. La prima volta che sono andato al Peak District mi sono attrezzato solo di una mappa cartacea, con un basso dettaglio e buona solo per andare in macchina. Inutile dire che mi son perso due o tre volte, e quello che doveva essere un piacevole giro di 4 ore si e' trasformato in un'avventura di 7. Dal momento che per ora mi sono rifiutato di aggiornare il mio vecchio cellulare ad uno di quegli stra-fighi smartphone che fanno pure il caffe' e prendono il segnale GPS, ho pensato di montare il mio TomTom go sulla bici.

Detto fatto. Ho comprato un comodo porta TomTom impermeabile per la bici, l'ho montato, ed ho messo il mio TomTom sopra. Non ho fatto in tempo ad accendere il TomTom che mi si e' spento. Cazzo, la batteria. Erano tre anni che il TomTom stava sempre acceso con il caricatore da macchina attaccato, e questo non deve aver fatto troppo bene alle pile; cosi', decido di cambiarle.

Compro la pila nuova (si', compro tutto su Amazon io), e mi avventuro su Google alla ricerca delle istruzioni sul come cambiare la pila al TomTom. Trovo questo video che spiega facilmente come fare - avviso: la musichetta di sottofondo e' delirante. Quei simpaticoni della TomTom hanno nascosto la batteria nel punto piu' complicato possibile, roba che bisogna svitare 6 micro viti, disconnettere 3 cavi, e staccare due piastre a pressione per trovarla. Non contenti, la batteria del mio TomTom era attaccata col SuperAttack alla piastra, e mi ci e' voluta tanta santa pazienza prima di staccarla e non fracassare il TomTom sulla scrivania dalla disperazione.

Comunque, ce l'ho fatta. Cambiato la batteria, TomTom (semi) nuovo, questa Domenica faccio un salto al Peak District e lo provo!

sabato 6 dicembre 2008

CSI: Darlington

Torno bello fresco da 5 giorni a New York, e ieri mi fottono la bici. Stronzo, spero che ci crepi su quella bici.

Ma torniamo indietro di due anni e passa.

Era Settembre 2006, giornata calda a Torino. Io e Depa decidiamo di andare in uni in bici, come si era iniziato a fare da un po' di settimane. Lego la bici davanti all'uni: e' l'inizio di Settembre, via Pessinetto non e' la Rambla, ma qualcuno passa di tanto in tanto. E' passato anche un ladro, che mi ha distrutto catena e lucchetto, e si e' portato via la bici. Si e' preso pure la catena, vuoi che magari non la rivendi per due euro?

Incazzato come una iena vado dal comando dei Carabinieri di Corso Regio Parco. Dopo aver aspettato un'ora all'ingresso, espongo la mia disavventura al Carabiniere di fronte a me. Lui ascolta, ascolta, ascolta. Quando smetto di parlare, mi chiede: "E vabbuo', che ce dobbiamo fare?". Io lo guardo, un po' perplesso, e gli dico: "Be', vorrei sporgere denuncia ovviamente". Lui mi risponde: "Ma che ce fa la denuncia a fare, tanto nun la troveremo mai, sa quante bici vengono rubate ogni giorno?". Io passo dal perplesso all'incazzato nero. E questi sarebbero i Carabinieri? Mi incazzo, alzo un po' la voce, e gli dico "Senta, adesso lei scriva la denuncia, probabilmente non la troverete mai, ma io voglio comunque sporgere la denuncia". Ma che cazzo scusa, se pure i Carabinieri ti dicono di non sporgere denuncia che tanto e' inutile, che devo fare? Andarle a rubare pure io le bici? Stendo un velo pietoso sulla denuncia, che dovrei averla ancora a casa: la mountain bike e' diventata muntan baicke.. ma vabbe', alla fine non parlano neppure italiano, non ti puoi aspettare l'inglese.

Giovedi' 4 Dicembre 2008

Ho prestato da un po' di settimane la bici al mio coinquilino, dato che la sua macchina e' al garage per riparazioni. Lui torna a casa, apre il cancello del giardino dietro casa, chiude il cancello a chiave, lascia la bici nel giardino, va in casa a fare una telefonata e una siga, prima di riporre la bici dentro il bike shelter. Mentre era in casa, un simpatico giovanotto ha scavalcato il cancello, lo ha aperto dall'interno, e se l'e' svignata con la mia bici.

Chiamo i Carabinieri di Darlington. Anzi, dato che non avevo il numero, chiamo il 999 e chiedo di mettermi in comunicazione coi Carabinieri di Darlington. 10 secondi dopo stavo parlando con qualcuno qua di Darlington, che mi dice che in serata sarebbero passati loro a raccogliere le prove e fare un verbale. Rimango gia' stupefatto da questo. Due ore dopo suona la porta, un giovanotto un po' fumato del reparto investigativo mi chiede se posso accompagnarlo sulla scena del crimine. Attenti a non calpestare le impronte lasciate sulla neve dal ladro, l'Horatio Caine di Darlington scatta mille foto del giardino, per poi passare alla cera liquida da mettere sulle impronte del malfattore lasciate sulla neve. Nel frattempo mi racconta dell'assassino che ha scovato un anno fa proprio graze alle impronte lasciate sulla neve. La cera si solidifichera' nella notte, e ripassera' domani a riprendersela. Nel frattempo gli lascio una copia della fattura della bicicletta, e se ne va.

L'indomani non sono a casa: passa comunque un pulotto, che lascia un numero di verbale al mio padrone di casa, dicendo di non preoccuparsi e che faranno tutto il possibile per trovare la bici, anche se dicono che e' abbastanza difficile. Dicono che a Natale e' abbastanza comune che le bici vengano rubate, ed hanno un tasso di restituzione del 25%.

Ora, son convinto che la bici non saltera' mai fuori. Detto questo, mi sento in dovere di fare i miei complimenti ai Carabinieri locali per come si son comportati in questa situazione. Non troveranno la mia bici, ma per lo meno la gente sa che si sbattono, anche per problemi infimi come questi.

lunedì 17 novembre 2008

Il gufo dorato

Se riesco a muovere il culo dal letto prima delle 12 alla Domenica, e non ho quella tipica sensazione da post pinta, di solito vado a farmi un giro in bici nelle foreste qui vicino.

La mia preferita e' Hamsterley Forest, una riserva vicino a West Auckland, mezz'ora di macchina nord-west da Darlington, sulla mitica A68 che porta ad Edinburgh.

La foresta si finanzia con una tassa di £3 per ogni macchina che entra, prezzo piu' che onesto per consentire la pulizia dei sentieri e una serie di strutture all'interno. Ci sono vari percorsi all'interno della foresta, che si distinguono per la difficolta'. E' un posto dove si pratica spesso il down-hill ad alti livelli, e qualche volta mi fermo a vedere sti pazzi scendere giu' come dei matti dalle colline e sfracellarsi al suolo ad ogni salto.

Ma la parte piu' bella e' il gufo dorato. Il golden owl e' un percorso segretissimo di cui pochi eletti conoscono l'esistenza. Io sono uno di quelli, essendo stato istruito da Beppe, che a sua volta e' stato istruito dal barista della foresta, che l'ha sentito da un suo amico che, si tramanda, origliasse una conversazione al bar tra Maometto e Gesu'.

Il golden owl e' un percorso altamentente tecnico in mezzo ad un bosco stra-fitto: del tipo che appena ci si entra, non si vede veramente una mazza di nulla. Oggi pome erano circa le tre quando son arrivato all'ingresso, il sole iniziava gia' a tramontare, e all'interno della foresta non si vedeva una beata mazza. Non sono ancora riuscito a farmi tutto il golden owl senza mettere i piedi per terra almeno una volta: se non altro oggi son riuscito a non distruggermi la spalla come due settimane fa, piantanomi in un rivo. Il fatto che sia buio rende praticamente impossibile vedere radici e sassi che sbucano da sotto, ed e' abbastanza diffice seguire il sentiero.

Si narra di ciclisti che si son persi e poi ritrovati a Guantanamo, portati la dal mitologico golden owl, di cui qui sotto ho trovato una rarissima immagine:



giovedì 30 agosto 2007

Cronaca di una giornata storta

Ho persino paura a distendermi nel letto: magari mi si incrina una costola.

Le cose che devo ancora fare prima di partire sono le seguenti
  • Spedire un pacco in Italia
  • Vendere la bicicletta
  • Ritirare i biglietti del treno Luton - London per Settembre
  • Fare le correzioni alla tesi, quindi spedirla a Torino
  • Andare a salutare Richard e comprare le paste per la festa di Sabato sera
  • Organizzare la festa con Craig
  • Preparare la valigia
  • Comprare il kilt - RINVIATO
  • Chiamare la Paxton per il lavoro alla Atos
  • Buste e francobolli per Craig
Oggi non ho fatto un cazzo, ed ho perso praticamente una giornata. Anzi, come se non bastasse, ho incasinato le cose.

Il corriere doveva ritirarmi il pacco da mandare in Italia, e non e' passato, o meglio, se e' passato non l'ho sentito. E son rimasto cosi' tutto il santo giorno a casa ad aspettarlo. Questo implicava che non son potuto andare in Universita' a prendere le ultime correzioni che mi ha fatto il prof, e quindi non ho potuto mandare la tesi a Torino. Una ragazza e' poi passata a vedere la bicicletta, ma a sta fighetta non le andava bene perche' era alta un centimetro di piu' del normale. Incazzato come una iena per aver passato tutto il giorno in casa, me ne vado a prendere i biglietti, ma scopro che oggi non si sa per quale cazzo di motivo la macchinetta mi richiedeva il codice di viaggio (che ovviamente ho sul computer e non mi son portato dietro). Cosi' mi son fatto un viaggetto inutile in stazione.

Ora porca troia, che cazzo puo' capitarmi ancora? mi chiudo in casa? Si'. Domani mattina ho da fare mille cose, come al solito. Prima di tutto chiamo quelli dei pacchi e li mando affanculo definitivamente. Lo spedisco con le poste normali, e si ammazzino. Li chiamo mentre sono in uni, che faccio cosi' i cambiamenti alla tesi e la spedisco a Torino. Nel frattempo mi son stampato il numero del biglietto, cosi' mentre torno a casa nel pome passo in stazione e lo stampo. Quindi vado a portare il pacco alla posta sotto casa. Magari ricevo anche qualche telefonata per la bici. Salutero' Craig & Friends sabato a pranzo, poi passero' da Richard per le paste.

Il kilt e la valigia slittano a Venerdi'. Mi son scordato qualcosa?

sabato 25 agosto 2007

Stasera e Domenica mattina prossima

Non riesco a smetter di pensare che e' finita. Quasi me ne tornerei a casa domani, cosi' sta agonia da ultima settimana scompare. Invece devo aspettare fino a Domenica mattina prossima.

La tesi e' praticamente terminata: mi mancano solo piu' le conclusioni finali, ovvero un riassunto di tutto quello che ho fatto. Se domani non ho nulla da fare la chiudo li, cosi' Lunedi' il buon Stephen me la corregge e Martedi' posso mandarla giu' a Torino. Poi sbaracco l'ufficio all'uni; mi terro' la tazza come suvenir, la tazza dei "Professionals": mettero' una foto anche di quella.

Domenica andro' a vedere per il kilt, cercando di non spendere troppo, al massimo 300£. L'idea e' di prendere il gonnellino e il procione davanti, eventualmente scarpe e calzettoni + coltellaccio. Vediamo quanto costa il tutto.

Devo vendere la bici pure. Mezza scassata, freni che non funzionano, mi angoscia sapere che qualche d'uno ci salira' sopra e crepera' sotto un camion. Pazienza.

Devo finire anche il contratto, e poi mandarlo alla Atos.

Oggi mi ha risposto un italiano che sta a Darlington, molto simpatico e gentile. Inizia il nuovo networking nell'Inghilterra NE!

Ma stasera e' la serata base, per la tipa, l'ultima cosa veramente importante che ho da fare qua ad Edi.

giovedì 22 marzo 2007

Cambiare i freni alla bicicletta

Ieri ho messo le mani sulla bicicletta, ed ho imparato che il lavoro del ciclista e' un lavoro sporco. Le cose da fare erano due: mettere un porta borse posteriore e cambiare i pattini dei freni, dato che sta bicicletta frena poco e male. Premetto che le mie esperienze da ciclo-meccanico si fermano al cambio di una ruota e, quando sono particolarmente in vena, alla riparazione di una camera d'aria bucata: cambiare i pattini e regolare i freni non sara' comunque la cosa piu' complicata di questo mondo!

Decido di iniziare dai freni quindi. Una breve ricerca su google ed approdo su un sito dove mi dice che i miei freni sono del tipo V-Brake. Vado quindi a comprare due paia di pattini per questi freni, un po' di guanti di plastica (ho una bici parecchio zozza) ed inizia l'avventura. Il problema principale, dopo aver rimosso il pattino vecchio, e' regolare l'inclinazione del pattino nuovo. L'unico modo che mi e' venuto in mente e' stato quello di tenere stretto il freno alla ruota, come se fosse in tensione, e bloccare il pattino una volta decisa la posizione adatta che dovesse assumere a contatto con la ruota. Dopo un'oretta di insulti vari (le rondelle hanno una curiosa proprieta': appena le lasci cadere spariscono dal pavimento e si materializzano sotto i mobili) riesco a cambiare tutti i pattini. Ora non mi resta che regolare i freni, e qua viene il bello: inizio a regolare il cavo vicino al manubrio, ma non sembra cambiare molto, probabilmente la filettatura e' spanata. C'e' una vite vicino alla leva del freno, ma dopo un po' mi accorgo che serve semplicemente per definire l'ampiezza massima della leva. Cosi' agisco direttamente sul morsetto posizionato vicino al freno, e finalmente riesco a tirare il cavo: ora finalmente questa bici frena come Dio comanda.

Montare il portabagagli dopo aver lavorato sui freni e', come dicono da queste parti, un piece of cake: agganciata alla sede della ruota posteriore con due viti e sul tubo del sellino con un'altra vite, ho risolto in 10 minuti netti.

Insomma, non e' cosi' difficile fare il ciclista ;)