giovedì 6 ottobre 2011

Jobs

Saro' ripetitivo, ma io Steve Jobs me lo ricordero' sempre per questo video.


giovedì 1 settembre 2011

Sul perche' non scrivo piu'

Ok, forse sono l'unico a cui frega a qualcosa di sto blog. Eppure Domenica scorsa, a casa di amici, si e' iniziato a parlare di blog, ed e' venuto fuori che non scrivo piu' sul blog perche' sono condizionato dal titolo.

Un mio amico ha da poco iniziato un blog, dove parla un po' di politica, un po' di cazzi suoi, un po' di roba filosofica. Il blog si chiama "Appunti" e ci scrive un po' di tutto sopra: alla fine, tutto puo' benissimo essere categorizzato come appunto. Partendo da questo, e' venuta fuori la discussione sul mio blog, ed il motivo per cui io non scrivo piu'. Il mio blog, questo blog, si chiama vado via da casa, perche' quando me n'ero andato ad Edinburgh a studiare ero effettivamente andato via da casa e volevo raccontare quell'avventura.

Ma andare via da casa e' una fase transitoria, che ha un capo e una coda. Analizzando la frequenza dei post per anno, direi che casa l'ho trovata circa nel 2009:

  • 83 post nel 2007
  • 63 post nel 2008
  • 15 post nel 2009
  • 11 post nel 2010
  • 7 post nel 2011 so far
Nel 2009 ho messo una pietra sopra al fatto che son andato via da casa, e paradossalmente sono tornato al punto di partenza, solo 1000 miglia piu' a nord ovest di dove sono partito.

Tutta questa pallosissima analisi per dire che non scrivo perche' non c'ho piu' un cazzo da scrivere. Rileggevo i primi post, avevo scritto dell'avventura di aprire un conto in banca o di andare alla posta, perche' effettivamente i primi mesi erano un'avventura. Ora boh, se dovessi scrivere di quando vado in banca e' solo per insultare il solito consulente finanziario che vuole propormi il nuovissimo-edge-funds-che-mi-fara'-guadagnare-miliardi-e-che-ora-e'-troppo-sottovalutato (chi sa come mai eh..), oppure se devo andare in posta mi incazzerei per la coda. Insomma, non troppo diverso da quando stavo a Torino e andavo a parlare in Fineco o alla posta di c.so Taranto. Altro che non troppo diverso, e' fin troppo uguale. 

Il fatto e' che avrei pure voglia di scrivere, ma il titolo mi frega. Quindi i casi sono due: o cambio titolo, o cambio vita. Ovviamente cambiare titolo al blog sarebbe piu' facile, eppure questo titolo mi ispira parecchio, ed ultimamente ho lavorato per andar via da casa, di nuovo. Spero alla fine dell'anno di aver modo di riaprire il blog degnamente!

domenica 3 aprile 2011

Debriefing sul TOEFL

Ieri ho dato il TOEFL alla Oxford School of English

Velocemente, un'idea su cosa sia il toefl. Il toefl e' un esame che valuta la conoscenza della lingua inglese. L'esame consiste in 4 sezioni: lettura, ascolto, parlato, scritto. Nella lettura, il candidato deve leggere alcuni testi e rispondere a delle domande su quello che ha appena letto; nell'ascolto si risponde ad alcune domande su dei brevi monologhi; nel parlato si risponde (oralmente!) alle domande proposte; nello scritto si fanno due temini da circa 300 parole l'uno. Il voto e' in 120esimi, io per varie ragioni devo prendere un minimo di 109.

Ho studiato abbastanza poco per sto esame. Avro' fatto si' e no 15 ore di studio, e due prove d'esame a casa, tanto per capire quello che mi sarebbe aspettato. Forse avrei potuto fare un po' di piu' a casa, ma non credo mi sarebbe servito piu' di tanto.

Il problema principale dell'esame e' che viene sostenuto da piu' persone in un'unica stanza. Come ho detto prima, c'e' una sezione orale, in cui il candidato deve produrre oralmente la risposta: questo significa che, durante l'esame, c'e' gente che parla, a voce alta. Io l'ho trovato molto fastidioso: sentire il proprio vicino d'esame che parla abbassa moltissimo la concentrazione, fino al punto che stavo piu' a sentire cosa diceva lui che non a fare il mio esame. In piu', durante l'esame viene chiesta di fare la prova microfono diverse volte: spesso si sente gente parlare durante l'esame anche quando non si e' tutti nella sezione di orale.

Non era complicatissimo comunque, ma piu' complicato di quello che pensassi. Tra due settimane mi danno i risultati; spero davvero nel 109, altrimenti devo ridarlo.

giovedì 31 marzo 2011

Serata a Londra con la Chicago Booth

Breve incursione a Londra stasera, durata non piu' di 5 ore in tutto.

Questa sera la Chicago Booth, una delle 5 universita' americane che ad Ottobre ricervera' la mia domanda d'ammissione, teneva una lezione da un'ora e mezza circa ad alcuni aspiranti studenti. La lezione era rivolta piu' su un modello executive mba che full mba, ma tanto bastava per trarne qualche spunto su come possa essere una lezione vera e propria. Io son stato invitato a partecipare, ho partecipato, e qui son le mie considerazioni.

Iniziamo dal contorno. Ho avuto modo di parlare con altre persone invitate: sara' per caso, ma ho solo beccato americani. Gli interventi fatti dopo la lezione erano solo da gente americana. L'insegnante era americano, il presentatore americano, e la tipa seduta a fianco a me che starnazza al cellulare mentre aspetto il treno e' americana. Mi aspettavo inglesi, francesi, spagnoli (per il vero, ho sentito due tipe che parlavano spagnolo), invece solo americani. Ovviamente non ho nulla contro gli americani, ma mi son chiesto perche' gli europei non trovino interessante questo tipo di opportunita',

La lezione non era malvagia, tutt'altro. L'argomento e' quello da far cascar le palle se mal spiegato (company governance), invece l'insegnante e' riuscita a tenermi sveglio per un'intera ora e mezza. Sara' l'accento americano che e' veramente buffo, sara' che urlava come una pazza, sara' che ero in prima fila, e sara' pure che e' proprio brava a spiegare, credo di aver capito l'argomento e la ricerca che ha presentato. Non ha coinvolto molto la platea - non ha smesso di parlare per un minuto - eppure aveva un buon piglio.

Di tutto l'incontro c'e' una cosa che non soffro, il prima e il dopo. Prima della lezione ci hanno radunati tutti in un salone, con l'intento (non formalizzato) di interagire (conoscersi, scambiarsi opinioni, biglietti da visita ecc). Ecco, io sta cosa non la sopporto. Non sopporto che mentre son li' a bermi il succo di frutta e guardarmi le news in santa pace debbano arrivare sti americani a far conoscenza. Non sono una persona sociale, non credo nel networking come strumento per migliorare la propria posizione lavorativa, non me ne frega un cazzo che sei andato via dall'oregon per spostarti a londra (cioe', ti credo poi, che diavolo c'e' da fare nell'oregon? o ti ammazzi o vai via). Eppure se te ne stai da solo sembra che attiri la gente, e se non la attiri vengono quelli che hanno organizzato l'evento ad introdurti ad altri gruppi. Che palle. Son venuto per sentirmi la lezione, non per conoscere nuovi amichetti. Mi ricordo la stessa cosa e' successa il primo giorno all'AO quando ci hanno barricato dentro un'hotel per due settimane. A me non fregava un cazzo di conoscere nessuno, eppure tutti volevano che conoscessi tutti.

Nota sulla location. La lezione si e' tenuta al campus britannico della Chicago Booth: centro di Londra, palazzo stupendo, ampi spazi e cibo a volonta. Insomma, se volevano rimarcare che hanno soldi, be' l'han fatto bene.

lunedì 7 marzo 2011

Il tunnel

C'e' un tunnel a Nottingham. E' un tunnel pedonale, che congiunge il centro al parco. Oggi ci sono passato, e mi e' venuto in mente di scrivere questo post.

Il tunnel si trova, guarda caso, al fondo di Tunnel Road: bisogna conoscere esattamente dove sia per poterlo prendere, dato che non ci sono indicazioni e non e' affatto visibile. Ho vissuto 6 mesi a ridosso di quel tunnel, e non avevo la piu' pallida idea che esistesse. Poi un collega mi fa "Ah, ma tu abiti vicino al tunnel", ed io, con l'espressione inebetita, ho chiesto di qualche tunnel stesse parlando. E cosi' son entrato nella stretta cerchia di persone che conosce del tunnel. Sto rischiando parecchio a rivelare questo segreto, apprezzate il gesto.

Ho detto prima che questo tunnel congiunge il centro di Notts al Park. Oggi ci pensavo, e mi e' venuto in mente che sembra uno di quei tunnel dimensionali delle favole. In 20 metri si passa dal caotico centro - per quanto caotico possa essere il centro di Nottingham - alla quiete del Park, dai palazzoni alle ville vittoriane, dal grigio al verde. Il modo con cui e' stato fatto poi e' particolare: dal parco, il tunnel appare un gigante traforo nella terra argillosa di Nottingham. Nell'altro ingresso invece hanno costruito un palazzo, uno di quei grossi condomini da 5 o 6 piani. L'hanno costruito proprio sopra un estremo del tunnel, e la ditta costruttrice ha dovuto lasciare un piccolo accesso al tunnel tra i garage del palazzo: prendendo il tunnel da quella parte, sembra di entrare a casa di qualcuno.

La comodita' di questo tunnel per i residenti del parco e' indiscussa: si arriva al centro senza dover salire sul crinale del castello, dove corre Ropewalk. E' anche questo un pregio del Park: essere attaccati al centro, senza doverne condividere i difetti, tipo rumore o traffico.

Tutte le foto sono di Mr Ray Teece e sono prese dal sito Nottingham21.

venerdì 11 febbraio 2011

Ennesimo post su Ryanair

Io davvero non li capisco. Spiegatemi qual'e' la ragione per avere un volo da East Midlands a Torino due volte all'anno. Non due volte al giorno, non due volte alla settimana, e neppure due volte al mese: due volte all'anno. Quindi, se volete accaparrarvi un volo EMA - TRN, sappiate che potete volare solo il 19 ed il 26 Febbraio.