lunedì 16 gennaio 2012

Spinach and ricotta cheese pasta shells

To say goodbye to some colleagues (and introduce my new Kenwood food processor!), yesterday I baked some good spinach and ricotta cheese pasta shells:




To make 4 servings:

  • 250gr pasta shells
  • 250gr spinach
  • 125gr ricotta cheese
  • some butter
  • some grated parmesan cheese
  • some extra virgin olive oil
Cook the pasta shells into salted boiling water until it's slightly underdone, remove the water and leave the pasta cool down - make sure to use some oil to keep the shells detached each others.

Wash the spinach and transfer them into a hot pan. Add some salt and let the spinach boil for a few minutes, then remove the spinach from the pan and rince them with cold water.

Pour the ricotta cheese and the spinach into the food processor and let them blend to a paste for a couple of minutes. Fill each pasta shell with the spinach paste.

Dispose all the shells on a bake tray and cover them with a thin slice of butter. Pour some parmesan all over the pasta shells, then cover it up with some kitchen foil and bake it in the oven for 15 minutes.

Remove the kitchen foil and turn on the grill for 5 minutes.

Serve hot!

martedì 10 gennaio 2012

Ma quanto e' complicato cambiare la batteria al TomTom

Sono un felice possessore di un TomTom Go 530 XL, comprato 3 anni fa e mai abbandonato. Mi ha accompagnato in tutti i viaggi di qua e di la dell'oceano, aiutandomi a trovare sempre la strada giusta e soprattutto tracciando e memorizzando tutti i percorsi fatti, funzione che permette di tenere una sorta di diario di bordo da esportare su Google Earth una volta tornati a casa.

In uno slancio di sportivita', ultimamente mi son dato alla bicicletta. L'East Midlands offre parecchi percorsi ciclistici, prevalentemente nel famoso (?) Peak District. Il distretto dei picchi e' un parco naturale collinoso, senza picchi, ma con abbastanza grande da coprire un'area di circa 1500 km2, con un groviglio di stradine asfaltate o meno al suo interno. La prima volta che sono andato al Peak District mi sono attrezzato solo di una mappa cartacea, con un basso dettaglio e buona solo per andare in macchina. Inutile dire che mi son perso due o tre volte, e quello che doveva essere un piacevole giro di 4 ore si e' trasformato in un'avventura di 7. Dal momento che per ora mi sono rifiutato di aggiornare il mio vecchio cellulare ad uno di quegli stra-fighi smartphone che fanno pure il caffe' e prendono il segnale GPS, ho pensato di montare il mio TomTom go sulla bici.

Detto fatto. Ho comprato un comodo porta TomTom impermeabile per la bici, l'ho montato, ed ho messo il mio TomTom sopra. Non ho fatto in tempo ad accendere il TomTom che mi si e' spento. Cazzo, la batteria. Erano tre anni che il TomTom stava sempre acceso con il caricatore da macchina attaccato, e questo non deve aver fatto troppo bene alle pile; cosi', decido di cambiarle.

Compro la pila nuova (si', compro tutto su Amazon io), e mi avventuro su Google alla ricerca delle istruzioni sul come cambiare la pila al TomTom. Trovo questo video che spiega facilmente come fare - avviso: la musichetta di sottofondo e' delirante. Quei simpaticoni della TomTom hanno nascosto la batteria nel punto piu' complicato possibile, roba che bisogna svitare 6 micro viti, disconnettere 3 cavi, e staccare due piastre a pressione per trovarla. Non contenti, la batteria del mio TomTom era attaccata col SuperAttack alla piastra, e mi ci e' voluta tanta santa pazienza prima di staccarla e non fracassare il TomTom sulla scrivania dalla disperazione.

Comunque, ce l'ho fatta. Cambiato la batteria, TomTom (semi) nuovo, questa Domenica faccio un salto al Peak District e lo provo!

venerdì 6 gennaio 2012

Sotto il sole della Toscana

Che palle le commedie americane in Italia, sono sempre le solite. Tipa o coppia che scappano dall'America fredda, capitalista e senza valori, arrivano in Italia (meglio se in Toscana) e riscoprono l'amore per la vita. Punto. Ah no, poi un po' di Italian Stallion che fa sempre bene, un po' come le veline a Striscia la Notizia.

Under the Tuscan Sun - filmone di stasera su BBC1 - e' esattamente come descritto sopra, ennesimo spin-off di Vacanze Romane o La Dolce Vita che piace tanto agli anglosassoni. Che palle, appunto. Qui abbiamo la tipa di San Francisco con un pacco di soldi che, lasciato l'ex marito nella fredda e grigia Valley, piglia e va in Toscana, compra una casa dalla Gerini, assume illegalmente tre polacchi per la ristrutturazione e flirta con Bova. Nel frattempo impara a raccogliere le olive, riscopre la fede nella madonna e invita i suoi amici dall'America a trasferirsi con lei. Vivono felici e contenti? Boh, ho spento a meta', faceva veramente pena.

Non so cosa mi faccia piu' incavolare quando vedo sti film. Forse che, secondo questi film, in Italia e' estate 365 giorni all'anno? Forse che in tutte le inquadrature in citta' c'e' sempre un gruzzolo su preti o suore che camminano? Io a Torino non ho mai visto un gruppo di suore che camminava in centro. E poi, gli americani che vanno in giro per la campagna e trovano sempre le strade intasate da greggi di mucche o pecore. E dopo, sempre gli stessi americani vengono invitati da qualsiasi cazzo di italiano per cena, e per l'occasione sono sempre in 3.000 a tavola con la povera mamma che fa da mangiare per tutti - rigorosamente tutto a mano, neanche il pane dal panettiere puo' comprare, se no che mamma italiana e'.

Ma il bello e' che poi ci credono. Quando andro' in ufficio domani, avro' il solito giro di colleghi che mi viene a dire "ah ma quanto si sta bene in Italia. Hai visto il film di ieri?". Come se io mi guardassi Mazinga e credessi che Tokio e' colonizzata da robot armati. Come se in California mi aspettavo di vedere Terminator su ogni motociclista. Era piu' divertente quando facevano i film sulla mafia, ora se la sono dimenticata.

martedì 27 dicembre 2011

Post-Natalizio - mini recensione del Kindle

Che gioco di parole nel titolo, eh?

Sto smaltendo cene e pranzi di Natale, e mi e' venuto in mente di scrivere una piccola recensione sul Kindle che ho regalato ai miei. Si tratta del Kindle di Amazon senza tastiera fisica, quello che Amazon lo spaccia come l'ultimo Kindle, ma che in realta' e' il penultimo, dato che in US vendono gia' il Kindle touch.

Il Kindle (£89 senza 3G su Amazon.co.uk, 99 su Amazon.it) e' un lettore di libri elettronici prodotto da Amazon e venduto un po' ovunque. Arriva in una scatola di cartone marchiata Amazon e si presenta facile da aprire e da usare. La scatola contiene un piccolo manuale di avvertenze ed un cavo per caricare la batteria via USB. Non e' presente alcun cavo per caricare il Kindle dalla normale presa di corrente: Amazon vende il caricatore ufficiale all'assurdo prezzo di £12.99 e quello non ufficiale a £2.95. Il caricatore non ufficiale si distingue per non avere la A di Amazon stampata sopra. Indovinate quello che ho comprato...

Parlando di autonomia, sono abbastanza impressionato dalla durata della batteria. Prima di darlo ai miei, ho caricato il Kindle per 12 ore via USB. Ora sono circa 3 giorni che i miei lo usano, e la batteria e' intorno al 70%. La connessione wi-fi si puo' facilmente attivare e disattivare - non credo ci sia una ragione per avere il wi-fi acceso mentre si legge un libro, e questo permette di risparmiare batteria.

Lo schermo del Kindle utilizza una tecnologia chiamata e-ink Pearl, che permette una resa pari (a mio giudizio superiore) a quella di un normale foglio di carta stampata, seppur limitata al monocromo. L'unica nota negativa dell'e-ink (confrontato con un normale LCD) e' il refresh rate, che e' piuttosto basso. Per il resto, l'assenza di retro-illuminazione non affatica l'occhio e permette una comoda lettura all'aperto, anche con il sole alle spalle. In piu', la mancanza di retro-illuminazione contribuisce al risparmio di batteria.

Il Kindle e' facile da usare. Fa una cosa, e la fa bene - mi ricorda il mio iPod di 3a generazione. Si collega facilmente alla wi-fi di casa, in un amen sei sullo store della Amazon con il tuo account e puoi comprare i libri con un click. Ammetto che il fatto di non avere una tastiera fisica rende la ricerca dei libri un po' complicata, cosi', al posto di perdere due ore ad andare avanti ed indietro con la rotellina sulla tastiera virtuale, ci siamo collegati al sito di Amazon dal laptop ed abbiamo comprato un libro. Una volta comprato, il libro e' stato subito scaricato sul Kindle via wi-fi, e la lettura e' iniziata.

Insomma, i miei sembrano soddisfatti del Kindle per ora, io sono ancora indeciso se prendere lo stesso o aspettare il Touch che esca in UK.

martedì 20 dicembre 2011

Mercatini di Natale

Quest'anno sono finito a Lincoln per cercare i regali di Natale. Lincoln e' un paesino ad un'ora da Nottingham, famoso tre weekends all'anno per i suoi mercatini di Natale, ed il resto dell'anno per le prelibate Lincolnshire sausages.

Avevo gia' in programma di andare lo scorso anno a Lincoln, ma l'improvvisa invasione di pinguini sull'isola aveva rovinato i piani degli organizzatori, ed i mercatini erano stati cancellati. Quest'anno i pinguini son rimasti a casa, ed io ho potuto godermi finalmente questi famosi mercatini di Natale. Cosi' lo scorso weekend, insieme ad amici, siam partiti di buon'ora per Lincoln.

A parte la marea di gente in stile Time Square l'ultimo dell'anno, i mercatini facevano particolarmente pena. La meta' delle bancarelle vendeva roba da mangiare, solite porcate d'oltre manica che io adoro, l'altra meta' vendeva bigiotteria e paccottiglie che regaleresti a qualcuno solo se ti sta veramente sul culo. In compenso la cittadina e' davvero caruccia. Una cattedrale arroccata sul cucuzzo della montagnetta, il borgo antico, le mura.. insomma, i mercatini di Natale l'hanno rovinata.

Alla fine non ho comprato nulla, ma ho mangiato parecchio. Quest'anno i regali di Natale li ho fatti a Nottingham, tra John Lewis e bancarelle in centro, con tanto di panettone e pandoro al Victoria Centre.

sabato 17 dicembre 2011

NewsWatch

Immaginate una RAI de-policizzata e de-pubblicizzata, senza programmi demenziali come l'Isola dei Famosi e che non ha paura di trasmettere una puntata di Family Guy. E con Doctor Who. Sareste quasi contenti di pagare il canone! Questa e' la BBC. Oddio, ci sono anche programmi odiosi, ed un numero spropositato di quiz a premi. Ma tutto sommato, vale le £12 al mese.

Stasera voglio brevemente parlare di NewsWatch, un programma settimanale di BBC News. NewsWatch e' un programma televisivo che da voce agli spettatori di BBC News, accogliendo le loro lamentele sulla qualita', imparzialita', copertura delle notizie trasmesse da BBC News. Una sorta di feedback del telegiornale. Se credete che un servizio sia stato troppo a favore di una parte piuttosto che di un'altra, si puo' scrivere a NewsWatch con la speranza di essere ascoltati. Per la BBC, e' un modo per dimostrare ancora di piu' la loro imparzialita', non avendo paura di confrontarsi con gli spettatori sui loro contenuti.

Non passo le serate a vedere NewsWatch: in genere, quando c'e' in tv, giro su un altro canale. Lo trovo particolarmente noioso e monotono, e fortunatamente trovo sempre qualcosa di meglio da fare. Eppure l'idea che esista e' grandiosa. Il fatto che abbiano pensato di fare un programma cosi' lo trovo grandioso. Ok, magari non e' cosi' grandioso, ma alla RAI non l'hanno mai fatto. Un NewsWatch in salsa italiana sul TG1 non sarebbe andato avanti per tutti gli insulti a Minzolini.

giovedì 15 dicembre 2011

Disoccupazione dalle mie parti

Pare che ci siano 2.64 milioni di persone disoccupate sull'isola. Di questi 2.64 milioni, poco meno della meta' (1.03M) sono giovani tra i 16 e 24 anni, il 22% di questa fascia di popolazione.

Ha ancora senso fare armi e bagagli e spostarsi in Inghilterra? Il report dell'ufficio nazionale di statistica (da cui e' tratto l'articolo della BBC citato sopra) riporta un dettaglio dell'occupazione tra i cittadini UK e i cittadini non UK. Il numero di cittadini non UK impiegati in questo ultimo anno e' salito a 2.56M (+147K dall'inizio dell'anno), mantenendo stabile la percentuale di cittadini non UK occupati al 68,3%. Possiamo quindi dedurre che:

Cittadini non UK 16-64Oct 2010Oct 2111
Occupazione68,3%68,3%
Occupati2.41M2.56M
Totale3.53M3.75M

C'e' ancora gente che migra in UK, per studio o per lavoro. Non sappiamo se i nuovi occupati (147K) siano persone appena arrivate in UK o meno, e non sappiamo neppure che tipo di lavoro abbiano trovato. Non sappiamo la loro fascia di eta', non sappiamo la loro locazione nell'isola. Ma ci sono, e sono un bel numero. Purtroppo questo report - come molti altri - non risponde alla domanda sull'opportunita' di spostarsi in Inghilterra o meno, ma sappiate che ci sono (almeno) 147K persone circa che durante l'ultimo anno lo hanno fatto. Chi vi scrive fa parte di quel 68.3% da 5 anni.